Maternità: parola molto legata all’essere donna ma ultimamente sempre più controversa.
Cosa significa per una donna la maternità?
Perché molto spesso la si identifica con la femminilità?
In realtà siamo nel 2023 e ancora scegliere di non fare figli sembra una scelta controversa, così come mette in difficoltà il fatto di non poterne avere.
E’ vero che una donna è biologicamente programmata per riprodursi, almeno nella teoria, ma non è detto che sia quello che desidera o che possa avere.
Vediamo alcuni casi che possono p’resentarsi nella vita:
ho 35 anni, una carriera per cui ho studiato e fatto sacrifici, ora finalmente arrivano i primi frutti. Mi godo qualche viaggio, posso comprare casa, ho un po’ del sudato benessere economico. Mi sento di poter ancora crescere, non sono all’apice. Interrompere tutto ora sarebbe sciocco, altre/i prenderebbero il mio posto tra maternità allattamento etc etc, e poi vuoi mettere? Tutti i soldi volerebbero via, un figlio costa.
Insomma posso pure essere una childfree!
In questo non abbiamo ancora inserito la variabile, necessaria per tante di noi: l’uomo.
Eh si perché non è detto che una coppia ci sia o che sia allineata a livello di maturità. Magari a 30 anni un uomo non si sente pronto, vuole divertirsi, fare carriera, uscire le sere, sogna Mykonos e i suoi eccessi, o il trekking in sud America; per una famiglia il posto oggi non c’è.
E se è più vecchio?
Allora magari è al secondo giro, spende per alimenti e figli che vede a singhiozzo e lo fanno sentire colpevole, insomma a un altro bebè non ci pensa proprio. Ricominciare? Grazie ma no!
Andare in Spagna e procreare da sole? Ci vuole coraggio, intraprendenza, denaro e una buona dose di egoismo. Non per tutte.
E così di rimando in rimando passa la boa dei 40 e poi sono salite. Quindi sì eravamo biologicamente programmate ma pure a termine. Qui sta la fregatura.
Vediamo un altro caso: non posso averli. Endometriosi, cisti ovariche, malattie genetiche, quanti sono i casi in cui una donna ha di fronte un no… moltissimi.
Ci provo magari, sfido la natura e tento 1, 2, 3 quante PMA ( Procreazioni Medicalmente Assistite) ma nulla da fare.
Ogni mese una delusione, follicoli che non maturano, spessore dell’endometrio che non va, troppo progesterone, e la delusione si somma alla stanchezza e a un corpo martoriato di iniezioni e di ormoni.
Le coppie si guardano stanche.
Lo volevano sì ma a che prezzo, è giusto andare avanti?
E intorno a me, magicamente, solo carrozzine e pance prominenti, come se il destino mi giocasse un brutto scherzo.
Non sono una donna, non sono una femmina, non sono in grado di procreare.
Il sesso è diventato prima meccanico, poi triste, poi inutile.
Non tutte le coppie si perdono ma tutte fanno una grande fatica
Mi chiedo se sia giusto perpetrare anche a livello sociale e culturale questa immagine stereotipata della donna mamma.
Essere una donna è qualcosa di diverso, di più ampio.
Donna felice
Mamma è solo una tra le tante cose che possiamo decidere di essere.
Possiamo avere una carriera brillante, un uomo che ci ami, tanti amici, riempire la vita di viaggi, di hobbies, di desideri esauditi.
Anche di accudimento di figli altrui se proprio ci piace.
Senza dirci però in fondo quello che volevo era un figlio mio. Perché magari non è nemmeno vero.
La vita è una partita a carte, il mio consiglio è fare del nostro meglio con la mano che ci è stata data.
Recuperare la propria femminilità, superare il dolore ( se c’è), il complesso ( se me lo creano), i pregiudizi, è possibile ma a volte ci vuole un aiuto.
Non esitate a chiederlo.



